Le caldaie a condensazione rappresentano la tecnologia più avanzata attualmente disponibile nel campo delle caldaie.
Il nome deriva dal fatto che al loro interno i fumi condensano, scambiando il loro calore fino a raffreddarsi, al punto che il vapore d’acqua contenuto in essi si trasforma in acqua allo stato liquido.
Questa tecnologia consente un migliore sfruttamento del combustibile, recuperando energia che altrimenti verrebbe dispersa nell'ambiente, e quindi permette il raggiungimento di rendimenti più alti.
La caldaia a condensazione quindi, a parità di energia fornita, ha un consumo di combustibile inferiore rispetto ad una caldaia di tipo tradizionale: è possibile recuperare tramite la condensazione del vapore acqueo contenuto nei gas di scarico fino al 16-17% di energia.
Nelle caldaie tradizionali il fenomeno della condensa avrebbe comportato gravi danni a causa delle sue caratteristiche corrosive ma nelle caldaie a condensazione, appositamente studiate per sfruttare tale fenomeno, ciò non comporta alcun effetto negativo, vengono infatti utilizzati materiali avanzati, quali acciai speciali e leghe di alluminio, che hanno consentito di superare tale limite tecnico.
La maggior parte delle caldaie a condensazione inoltre sono di tipo modulante, ovvero consentono di variare la potenza erogata in funzione del reale fabbisogno termico, ottimizzando ancor di più la resa dell'impianto termico.
La caldaie a condensazione, portando ad una riduzione dei consumi di combustibile, contribuiscono a contenere le emissioni di gas serra (anidride carbonica e altri gas prodotti dalla combustione) e a ridurre il consumo di petrolio e altre fonti non rinnovabili.
Perché a parità di resa termica e quindi a parità di energia ceduta all'impianto, consumano meno combustibile.
Ciò è possibile grazie al pieno sfruttamento del'energia del combustibile, limitando le perdite di calore attraverso i fumi e recuperando il calore dalla condensazione del vapore acqueo presente negli stessi.
La quota di energia teoricamente recuperabile tramite la condensazione dei fumi è pari a circa l'11% a cui va aggiunto
un ulteriore 6-7% legato al recupero di calore sensibile dei fumi.
In virtù di questo il rendimento delle caldaie a condensazione può raggiungere picchi anche del 108%, mentre per le normali caldaie ad alto rendimento i valori tipici di rendimento sono inferiori al 95%.
Si, le caldaie a condensazione si adattano benissimo per impianti a bassa temperatura, ad esempio pannelli radianti a pavimento, ma possono garantire un risparmio anche in caso di impianti tradizionali a radiatori.
La più bassa possibile! Indicativamente, a 20 °C e non oltre. Ricordando che, per ogni grado di temperatura in meno, i consumi scendono del 7 per cento.
Di circa il 5 per cento. Per il buon funzionamento dell’apparecchio e per la sicurezza, è importante che venga eseguita la revisione tutti gli anni nel mese di settembre-ottobre.
Sono dispositivi da applicare ai caloriferi delle varie stanze per regolare la temperatura in modo diverso a seconda delle esigenze e dell’utilizzo del locale. Permettono di risparmiare fino al 10 per cento sul riscaldamento. Costano circa 30 euro l’una dai rivenditori di idraulica.
Perché per riscaldare l’acqua recupera il calore dei fumi di scarico, che così non viene immesso nell’ambiente. Questa caldaia fa, però, risparmiare solo se abbinata a un sistema di riscaldamento a irraggiamento, cioè alimentato da energia elettrica.
Già impostando la temperatura a 40 °C anziché a 45 °C si può avere un risparmio fino al 50%.